Voglio lavorare per l’Enel

Oggi ho incontrato una signora disperata.
Aveva più di settant’anni e l’aria trasandata.
La ricrescita grigia sui capelli sporchi.
Mi ha chiesto dei soldi. Le costava farlo.
Era genovese come me, poteva essere mia nonna.
Mi ha spezzato il cuore.
Non ha più una casa, l’hanno sfrattata dopo la morte del suo convivente.
Solo a pensarci le viene da piangere.
Sta da una signora a Teglia, che le affitta una stanza per 50 euro al mese.
Ha chiesto aiuto al comune. Le hanno detto che siccome non è romena non c’è niente da fare.
Ma lei potrebbe lavorare, ha lavorato cinque anni da un magistrato, in Carignano.
Le do quello che posso. E’ contenta perché ci paga mezzo mese di affitto.
Mi prendo il telefono, il nome, per chiedervi di aiutarla, perché una cosa così non si può vedere.
Vado a casa, telefono alla mia amica assistente sociale.
Il nome che mi ha dato non è all’anagrafe.
Al telefono risponde una sudamericana, che non l’ha mai sentita nominare.
Qualunque sia il videopoker nel quale stai mettendo i miei soldi,
Ti amo, vecchia troia!!!! Sei troppo la numero uno!!!
(mi dispiace non lavorare per l’enel. Sarebbe il primo caso di funzionario dell’enel truffato da falsi anziani).

Genova-Milano in un’ora

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“Dopo il viaggio sperimentale sul treno diretto che dovrebbe collegare Genova e Milano in un’ora, Toti e Maroni a microfoni spenti hanno preso atto della missione impossibile.”
“dobbiamo arrenderci davanti all’evidenza – ha affermato il Presidente della regione Lombardia – è inutile sperare di raggiungere in un’ora il capoluogo lombardo, quando mancano persino le batterie per accendere i microfoni.”
Toti, dal canto suo, ha già pronta la prossima mossa “la commissione incaricata dei rilievi sulla tratta ha da tempo messo in evidenza l’inadeguatezza strutturale sia della sede ferroviaria sia delle carrozze. Ma nell’ultimo libro di Stephen Hawking si legge che i viaggi nel tempo sono possibili, almeno in via ipotetica. Se gli scienziati si danno una mossa, potremmo raggiungere Milano in due ore, ma arrivare comunque il giorno prima della partenza. Non sono idee campate in aria – insiste il Presidente della regione Liguria – ho qui uno schema programmatico” e pesca un foglio da quelli che ha appoggiato sul sedile perché noi giornalisti possiamo prenderne visione.
Sul foglio si legge “Sono di familia povera, non o lavvoro ma 5 bambini con fame e freddo, fai picola oferta”.
Toti si scusa, parla col suo segretario “ma su questo treno non dovevamo esserci solo noi?”
Maroni interviene, a sciogliere il momentaneo imbarazzo: “in ogni caso stiamo parlando di un falso problema. I milanesi che vogliono raggiungere Genova lo fanno già in meno di un’ora, con la Serravalle. Hanno delle Audi. E a prendere i treni non ci pensano manco.”
E’ per i liguri che Milano si allontana. Ma non è detto. “Nell’epoca delle Grandi Opere -si lascia sfuggire Toti -interventi come questi, che non portano voti né ritorni di immagine, passano in secondo piano, è giocoforza.”
Ma c’è speranza. Voci di corridoio parlano da qualche tempo di una modifica al Blueprint di Renzo Piano. L’avvenieristico progetto -già approvato- che rivoluzionerà il waterfront della Superba. Si tratterebbe di riaprire gli antichi canali dall’area della Fiera di Genova fino ad Alessandria, da qui a Pavia risalendo corsi d’acqua minori, fino ai navigli della Madunina.
“Il Rowing Club Genovese è già stato contattato, e si dichiara disponibile.” aggiunge l’ex Parlamentare Europeo “la durata del viaggio raggiungerà la settimana, ma consentirebbe di reintrodurre il remo, così caro alla nostra gente di mare. Come si vede, l’unico vero limite dei Liguri è l’immaginazione.”

Il Cameriere

 

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In certi ristoranti in cui ho pranzato, di solito intorno a Napoli ma non solo, il cameriere è il Cameriere.

È uno che fa un lavoro con passione. Ha un ruolo, suo. Una personalità, un cervello, un occhio attento, e tutte queste cose lui mette nel suo lavoro, perché tutte sono necessarie a farlo bene.Ti porta il menu, ma poi ti guarda in faccia e ti chiede – di cosa hai voglia?-  perché è un cameriere come si deve, lui non è solo quello che ti porta un piatto.  Lui è l’ambasciatore del ristorante. È la faccia pulita di quelli che in cucina stanno sudando e bestemmiando. E’ il portavoce della forza lavoro al tuo servizio. E allora ti chiede -di cosa hai voglia?- perché se anche tu sei un cliente come si deve, non hai bisogno di un menu: hai un desiderio, uno sfizio. Tu in questo pranzo, se vuoi, ti puoi togliere una voglia. E’ cosa ben diversa dal nutrirsi in fretta. E lui prenderà la tua voglia e te la servirà riccamente, perché tu possa uscire dal ristorante soddisfatto, coccolato.
Il cameriere a Napoli si occupa del tuo piacere. È molto più che prendere una ordinazione. A suo modo è un artista.
Puoi vederci il mestiere, il gioco di prestigio, ma per il breve tempo della tua sosta lui fa di te un signore.
Perché non importa cos’hai da fare dopo, ora sei qui.
E allora prenditi il tuo tempo, mangia con calma, con gusto.
Perché il pranzo è sacro. Come sacro è il rispetto di sé.
In certi ristoranti in cui ho pranzato, di solito intorno a Milano, ma non solo,  il cameriere è operativo. È agile, veloce.
Ha un sacco di gente da servire, un sacco di lavoro da fare. Il suo tempo è denaro. Come il tuo.
La necessità di nutrire il tuo corpo è una seccatura inevitabile, lui ti porterà subito il piatto che hai chiesto.
Non è pranzare, è una pausa di lavoro, meglio se ti tieni leggero.
Hai cose da fare, hai fretta, mica siamo a Napoli.
In certi ristoranti in cui ho pranzato, di solito intorno a Genova, ma non solo, il cameriere non c’è.
C’è il padrone, o uno di famiglia. Gli è capitato di fare quel lavoro, lo ha ereditato, o glielo ha imposto suo padre. In ogni caso è chiaro che le sue ambizioni nella vita sono altre. Prima di tutto vuole sapere se hai prenotato. Si gioca cioè una specie di jolly: se non hai prenotato ti puó mandare via, ma forse no. Forse ti lascerà entrare, magnanimo. Mentre lui prende questa decisione, con l’aria corrucciata di chi deve gestire una emergenza umanitaria, un esodo di massa,  tu pendi dalle sue labbra, profugo della fame.
Sei nelle mani del suo arbitrio.
Te lo domandano, se hai prenotato, anche in certi locali vuoti e malinconici, ha sostituito il “buongiorno”.
Il suo significato è “sappi che qui comando io”
Come se tu, affamato viaggiatore, potessi avere dubbi.
E in fondo che ci fai qui?
Se avessi tempo saresti a Napoli.
Se avessi lavoro saresti a Milano.
Se sei venuto qua, peggio per te.

Non è un paese per turisti….

Ciao sparuti ma fedeli lettori.

Visto il piacere suscitato dal video sull’accoglienza ligure, ho pensato di reiterare l’esperienza. Ecco quindi una seconda puntata, doppiaggio di “non è un paese per vecchi”, spaventoso film dei Coen. La storica scena della monetina, per una volta sbilanciata verso il turista, più aggressivo del solito. Se il video vi piace spargetelo per il web, postatelo sul vostro facebook, insomma rendetemi popolare ed estremamente fico.

 

Impazza l’estate? mah, qui ha piovuto senza pietà per una settimana. Se siete in Liguria tenete d’occhio i giornali e i manifesti, potreste incappare in spettacoli comici divertenti a cui prendo parte: Ridirighi ad esempio, una data al mese sulle alture di Genova a prendersi il fresco. Il 5 luglio cominciamo a fare il martedì allo Sporting di Corso Italia. Sarò poi in solitaria a Cairo Montenotte il 25 giugno e a Bergeggi il 29 luglio. Aggiornerò qui le date successive. Vi bacio!

 

NIPOTI DI MUBARAK, la rivincita del funky italiano-marocchino

Una canzoncina da cantare sotto la doccia, nata dal cazzeggio con Enri e Andre. E’ incredibile: oggi si può fare una cosa così in un pomeriggio. Per realizzarla è bastato: 1)trovare e scaricare la base di “figli delle stelle”, 2) trovare e scaricare da youtube il filmato con Salma Hayek, 3) convertirlo da flash a mov con apposito programma 4) editarlo con imovie 5) cantare sulla base con Garage Band e fare un mp3 dell’audio 6) riaprire imovie e mettere l’audio sotto il filmato 7) salvare il prodotto finale 8) caricarlo su youtube.
Il tutto non è affatto complicato, se volete farlo anche voi abbiate solo l’accortezza di non fare dei figli.

Milano e l’accoglienza ligure

Se passate da Milano venitemi a trovare al laboratorio Zelig, a Zelig in viale Monza, il mercoledì. O in alternativa il giovedì al Teatro Blu.

Mi sono permesso di realizzare un piccolo doppiaggio sulla tipica accoglienza ligure. Anche se quella di doppiare i filmati è una moda diffusa, non ho resistito alla tentazione di lavorare con Klaus Kinski e Bruno Ganz, senza contare la regia di Herzog. Se il filmato vi piace, diffondetelo!! Potete vederlo qui: Tipica Accoglienza Ligure


Ultime notizie

Gentili amici!
Può succedere che qualcuno si domandi che fine ho fatto, visto che non ho messo la faccia in tv per tutto il 2010. La risposta è nella foto: è arrivato Elio e sono diventato mammo.
La nuova occupazione ha impegnato la quasi totalità del mio tempo dandomi il privilegio, oggi rarissimo per i papà, di seguire mio figlio giorno per giorno. Mentre scrivo -approfittando di un suo pisolino- il pupo ha 14 mesi, corre come una scheggia e cresce a vista d’occhio. Per un antico pudore non pubblico le sue foto sul web: dopo tutto sono nato nel secolo scorso…

Non sono stato in tv perché la Gialappa non ha più fatto trasmissioni con i comici. Potete immaginare quanto mi sia dispiaciuto, visto lo spazio e la fiducia che mi hanno dato negli ultimi anni, e le molte idee che ho potuto sviluppare grazie a loro, con grande godimento mio e vostro. Spero in futuro si possa “lavorare” ancora insieme.
Nel frattempo ho continuato a fare spettacoli dal vivo. Lo spettacolo che porto in giro attualmente si chiama “delitti rilassanti” ed oltre alle cose musicali che ho sempre fatto propone delle parti più parlate ed articolate. Sto cercando di fare uscire la mia “voce”: la mia cifra personale. Il pubblico gradisce, per cui vado avanti.
Mentre diventavo mammo, l’impero del Cabaret dava i primi segni di cedimento: il numero dei comici  è salito così vertiginosamente da dare agli scienziati il sospetto  che il cabarettista si riproduca per gemmazione.

(da wikipedia: La gemmazione è un meccanismo di riproduzione adottato da organismi inferiori, come ad esempio i lieviti, fra i funghi, e i celenterati, fra gli animali. Il vantaggio della gemmazione, rispetto alla riproduzione sessuale, è quello di permettere ad una specie di colonizzare un ambiente moltiplicandosi in tempi relativamente rapidi. Gli svantaggi di questa riproduzione sono associati alla mancanza di un rimescolamento genetico e, quindi, ad una minore variabilità genetica della popolazione e un limitato dinamismo della specie rispetto al cambiamento delle condizioni ambientali.)

E’ fisiologico che a tanta esuberanza corrisponda una spietata selezione: poiché ho tutte le intenzioni di sopravvivere mi darò da fare in ogni  direzione, sono pronto ad esibirmi vestito da gorilla ed impormi come “maschio alfa”.

A tale scopo mi trasferirò a Milano per tutto il mese di ottobre e di novembre. I più milanesi di voi mi vedranno così ospite di numerosi laboratori di cabaret.

I laboratori di cabaret servono proprio a questo: mettersi in mostra e lavorare sul nuovo materiale. Le voci diffuse, secondo cui le multinazionali farmaceutiche condurrebbero in queste sedi esperimenti sui comici, restano prive di riscontri probatori.

La scelta di Milano è obbligata, per due fattori: primo, è a Milano che succedono le cose televisive. Secondo: è difficile concentrarsi sullo spettacolo in casa mia, cercando di non inciampare in pannolini anti-uomo, giocattoli-discoteca e pupo deejay.

Parallelamente alla comicità, latitando la tv, ho ripreso anche a suonare le mie canzoni quelle vere. E’ nato così un altro spettacolo: L’uomo proiettile. E’ un concerto di pezzi “seri” ma non troppo, che porto in giro con Andrea Maddalone pluripremiato chitarrista.  Chissà che anche questo versante non possa crescere e darci nuove soddisfazioni.

Ho, negli ultimi tempi, trascurato indecorosamente questo blog, a favore di Facebook. Se volete notizie più aggiornate e segnalazioni, non esitate a cercarmi , ci sono alcune pagine di fans e una sola gestita direttamente da me. Continuo a leggere la posta di questo sito, per cui se volete scrivere andate tranzolli!

Ho scritto un editoriale per Sagoma Comedy che potete leggere qui: http://www.sagoma.com/editoriali/33/caldo-africano
Ciao!



Presenterò Gilberto Gil!

il 2 dicembre Gilberto Gil suonerà al teatro Cantero di Chiavari.
Gil, leggendario padre del tropicalismo, autore di insuperate canzoni, mio idolo incontestato.
Fratello di sangue di Caetano Veloso, Gil incarna la musica brasiliana nella sua massima espressione: nelle melodie meravigliose, nei testi, soprattutto nella musicalità: Gil è LA MUSICA. Vederlo cantare è una esperienza spirituale. Guardate come suona. Il modo in cui suona la chitarra. Già solo il suo “chitarrismo” è qualcosa che nessuno al mondo potrà insegnarvi, neppure (credo) lo stesso Gil. Non parliamo di come le sue melodie stanno sugli accordi. E’ tutto storto, e tutto perfetto. Inimitabile. Veniamo a come canta. Il timbro della sua voce, inconfondibile. Ha la tecnica di un acrobata e non fa l’acrobata: fa una canzone come va fatta. E poi la gioia che ci mette, o meglio la gioia che lo illumina quando suona. Ci sono pochi artisti del suo calibro al mondo: sono quelli che nella musica scompaiono. Ti fanno capire che l’arte è una possessione divina: una visione che li visita, come una luce che li attraversa, come se loro non c’entrassero niente.
Io, da ascoltatore, trovo miracoloso che persone dotate di un simile talento riescano ad annullarsi, come fossero delle finestre attraverso le quali tu, per un attimo, guardi un angelo.
Ebbene, potrete capire con quanto orgoglio presenterò la serata! Sì, presenterò io!!
Grazie! Viva il Brasile! Viva Gilberto Gil! e viva ma mojotic che ha reso possibile tutto ciò!
Venite a vedere il concerto! Accattatevi il biglietto in prevendita che il teatro è piccolo!

Per informazioni http://www.mojotic.it, prevendite disponibili presso i circuiti bookingshow e greenticket. Tel. 3478898157 oppure 3394099496.

Pienone!

Volevo ringraziare tutti i partecipanti alla serata del 31 agosto.
Già dal pomeriggio un vento fascista ha cercato di scombussolare tutto, pazzo di rabbia e frustrato dall’impossibilità oggettiva di spettinarmi.
Le quinte sono saltate, arrotolarle non è servito. Poi durante lo spettacolo mi ha portato via tutti i fogli dei testi spargendoli sul pubblico. Marrano!
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Così mi sono esibito con dietro lo skyline e i traghetti di passaggio, giustamente salutati a colpi di pandeiro.

Il famigerato vuotone è stato scongiurato da una affluenza memorabile.

Le mie più ottimistiche aspettative sono state surclassate. Evviva!
Mi sono molto divertito. Grazie ancora!

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Un Lunedì da Lenoni

Ciao ragazzi! E’ saltata fuori la data a sorpresa nella mia città! Mi esibisco a Genova, all’Arena del Mare. Quanto tempo è che non faccio un intero spettacolo in città? Mah, direi parecchio.
Il giorno è il 31 agosto, un Lunedì da Leoni. o da Lenoni.

Come vedete dalla foto, l’Arena del Mare è spaziosa assai, e rischiamo di fare “il vuotone”, il famigerato contrario del pienone… Per cui venite, venitemi a vedere!!! Orsù!!! Lunedì 31 agosto, all’Arena del Mare, a Genova! L’ingresso è gratuito.

Arena del Mare

Arena del Mare